I cinesi del China Study stanno tutti diventando diabetici

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evoluzione alimentareVorremmo fare eco a un interessante articolo comparso su EuroSalus, a firma del Dr. Speciani, allergologo e immunologo clinico, con un nostro commento in calce.

“Intorno a “The China Study”, un libro del 2006 scritto dallo statunitense Colin Campbell, si è sviluppato un forte dibattito.

Il libro, facendo leva su alcuni dati epidemiologici cinesi (relativi agli anni ’70 del secolo scorso) e ad alcuni lavori controversi effettuati su animali, dichiara apertamente guerra alle proteine ed è diventato negli ultimi anni la “bandiera” di vegetariani e vegani, orientati ad una assunzione dominante di carboidrati in una possibile sana alimentazione.

L’assunto principale del libro è stato quello di avere analizzato attraverso un lavoro epidemiologico immenso, effettuato negli anni tra il 1972 e il 1974, su quasi 800 milioni di cinesi, il rapporto tra alimentazione e sviluppo di malattie degenerative e cancro.

Il lavoro è stato promosso dall’allora capo del governo della Repubblica Popolare Cinese Chu En-Lai, lui stesso ammalato di cancro, per meglio capire le immense diversità epidemiologiche che esistevano in Cina nella distribuzione del cancro.

Quello che è emerso da quella valutazione è stato che i contadini cinesi, che mangiavano legumi, fibre, cibi integrali e poche proteine, e si muovevano a piedi, si ammalavano molto meno di cancro di altri che mangiavano cibi raffinati e si muovevano poco.

La chiave di lettura proposta dall’autore è quella di ridurre le proteine alimentari e di dare immenso valore ad una alimentazione ricca di carboidrati. A pag 97 del suo libro, purtroppo, Campbell dice testualmente: “La dieta più sana che si possa consumare è una dieta ad alto contenuto di carboidrati”.

Eppure a distanza di 40 anni, i cinesi dello studio sono cresciuti, e anziché camminare e lavorare nelle campagne hanno iniziato a vivere in città, continuando a managiare, come tradizione, i loro elevati livelli di carboidrati, riducendo le proteine come Campbell ci vorrebbe portare tutti a fare. Con conseguenze disastrose.

Il lavoro appena pubblicato dal JAMA (settembre 2013) mostra dei risultati epidemiologici devastanti (Xu Y et al, JAMA. 2013 Sep 4;310(9):948-59. doi: 10.1001/jama.2013.168118). Si tratta di un lavoro fatto in accordo con i criteri di diagnosi di diabete e prediabete della American Diabetes Association, in cui la considerazione di “prediabete” deriva dalla ridotta tolleranza agli zuccheri e dalla glicemia basale superiore ai 100 mg/dL. Vale la pena di ricordare che quasi 100.000 persone, rappresentative dell’intera popolazione cinese, hanno effettuato un test da carico di glucosio e valutato la loro resistenza insulinica e la tolleranza agli zuccheri.

Capiamo dove sta la drammaticità dei risultati. L’11,6% dei Cinesi ha il diabete, e solo il 3,5% della popolazione sa di averlo e lo cura. Più del 50% dei Cinesi è già, oggi, prediabetico (52,1% degli uomini e 48,2% delle donne) nonostante un valore di Emoglobina glicata minore o uguale a 7,0% fosse considerato “sano”.

Parliamo di oltre 110 milioni di Cinesi diabetici, oltre 500 milioni di Cinesi prediabetici (che lo svilupperanno nel giro di pochi anni) e di solo 32 milioni di persone che lo curano.

Si tratta di numeri enormi, ma soprattutto di un quadro che potrebbe proporsi (e in parte lo sta facendo) anche nelle nostre regioni.

L’accoppiata di alimentazione a base di carboidrati e di stress legato alla vita occidentale determina questo tipo di effetti. Disastrosi, a dispetto di chiunque voglia continuare a sostenere questo tipo di alimentazione in un ambiente “mutato” come quello attuale.

Colin Campbell, nel China Study, dice che non bisogna mangiare proteine (neppure quelle dei latticini) e lo documenta con lavori ormai datati e con ricerche sul cancro molto discutibili. Nel suo libro ci sono molte informazioni utili (ad esempio il rispetto dell’integrale, dell’attività fisica, dell’uso dei legumi e il rifiuto dei cibi raffinati) e molti vegetariani, rileggendolo scoprirebbero che i suoi lavori sono soprattutto contro la caseina, la proteina di cui sono ricchissimi i formaggi e di cui i vegetariani tendono ad ipernutrirsi.

Questo è un tema già affrontato da Eurosalus in numerose occasioni, con una critica nei confronti di molti latticini e nei confronti dell’eccesso di utilizzo di carne bovina, ma richiamando invece ad un uso equilibrato e giusto delle proteine che provengono dal pesce, dai volatili, dalle uova in quantità corrispondente ai bisogni definiti dall’OMS.

Il nostro commento:

Gli studi che evidenziano la dannosità di una dieta ricca di amidi sono sempre più numerosi; queste indicazioni peraltro si trovano già sin dai primi del Novecento anche in fonti a noi care, come nelle lezioni yoga di eminenti Maestri spirituali.

In SalutEnergia incoraggiamo una scelta vegetariana portata avanti con i migliori criteri.

Come evidenzia l’articolo, una dieta vegetariana sana e bilanciata dovrebbe avere un carico ridotto di amidi e di latticini – mentre l’abbondare in questi alimenti è l’errore più comune del vegetariano, che può portare a danni alla salute vicini a quelli degli onnivori.

Candida: i rimedi più efficaci

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ventre femminileLa Candida è una di quelle patologie su cui nel ‘mercato della salute’ si trovano una marea di informazioni, di cure e rimedi, alcuni validi, altri meno.

In SalutEnergia abbiamo paragonato buona parte di quanto propongono le varie fazioni e abbiamo raggiunto le nostre conclusioni – certamente migliorabili in futuro, ma già utili. Confidiamo che aiuteranno anche voi!

La candida ha ricevuto molte attenzioni, a volte sensazionalistiche: questo fungo secondo alcuni sarebbe la causa di malattie gravissime, dall’autismo al cancro.

Non siamo certi di quanto queste affermazioni corrispondano al vero, ma un aspetto balza all’occhio: una dieta anti-candida è una dieta che mantiene l’intestino pulito e funzionale, il che ha effetti di vasta portata per tutto l’organismo, fino al sistema nervoso …ma lasceremo le note di biologia intestinale a un altro articolo 🙂

Certo è che la cura della candida, sia sul breve che sul lungo periodo, ha molto a che fare con l’intestino, sviluppandosi lì il fungo.

Le cure che vengono generalmente proposte si riferiscono all’alimentazione (con opinioni in parte contrastanti), all’integrazione con una varietà di fermenti lattici , all’uso di rimedi erboristici, al classico uso di antimicotici farmacologici.

 

1. L’urgenza.

Innanzitutto, serve una diagnosi medica per accertare che si tratti di candida e non di altro.

In SalutEnergia, crediamo che l’uso di alcuni farmaci per situazioni acute abbia il suo valore. I sistemi di medicina complementare andranno a velocizzare e sostenere la guarigione, prevenire ricadute e restituire all’organismo una condizione magari migliore di quella precedente alla malattia.

Gli antimicotici locali sono molto utili per tamponare l’emergenza. Il più famoso è il Gynocanesten; sono interessanti quelli di nuova generazione come il Sertagyn, che alcune persone tollerano meglio.

Se conoscete il Pranic Energy Healing o avete un praticante di fiducia nelle vicinanze, un riequilibrio energetico specifico aiuterà certamente l’organismo nel suo percorso di recupero. Un Pranic Energy Healer andrà a lavorare sia sulle energie da stress, emotive e mentali, che sulla condizione energetica locale e intestinale (nel PEH non c’è contatto fisico!), che sul rinforzo energetico immunitario.

Dalla natura, l’olio essenziale di Tea Tree funziona come meraviglioso antimicotico. Inoltre, lo troviamo particolarmente indicato da un punto di vista energetico, contenendo prana rosa e oro ed essendo quindi rigenerante e lenitivo.

Non abbiamo però riscontrato che il Tea Tree abbia un’apprezzabile efficacia sull’acuto. Piuttosto, i saponi contenenti questa essenza (o alcune gocce messe nel barattolo del detergente intimo) possono avere una valenza protettiva. L’uso dell’olio essenziale puro sulle mucose è da sconsigliarsi perchè irritante; al limite, mezza goccia (o meno) può essere mescolata a una crema per accompagnare la terapia acuta e la ‘convalescenza’.

Avrete sentito parlare del bicarbonato: come applicazione locale (poco, mescolato a una crema) fa sparire la Candida più velocemente di qualsiasi farmaco, ma presenta un notevole svantaggio: non lascia sopravvivere nemmeno la flora ‘buona’. Se decidete di utilizzarlo, usatelo con moderazione solo per alzare un po’ il pH; farete poi seguire un rinforzo locale della flora naturale.

Nella terapia d’urto, sarebbe ideale anche l’assunzione immediata di Saccharomices Boulardii… e qui la discussione prosegue al prossimo punto.

 

probiotici2. Probiotici.

La cosa certa è che non ne basta uno solo.

Per sgombrare l’intestino dalla Candida, è particolarmente efficace l’uso di un suo spietato concorrente, il Saccharomices Boulardii. Anche lui è un lievito, ma del tutto innocuo per noi. Una volta assunto, sparisce dall’intestino poco tempo dopo.

Il Boulardii (esempi di nomi commerciali: Enterelle, Codex) potrebbe essere assunto durante la fase acuta e, periodicamente, come prevenzione.

Un intestino che ha una proliferazione di Candida però avrà quasi certamente una flora ‘buona’ compromessa.

Dopo il Boulardii sarebbe buona cosa rinforzare la flora intestinale con altri probiotici; tra più indicati troviamo il Lactobacillus Acidophilus, L. Plantarum, L. Rhamnosus e Bifidobacterium Longum.

E’ abbastanza raro trovarli tutti insieme; anche noi continuiamo a leggere l’elenco dei principi attivi dei vari fermenti lattici sul mercato cercandone uno ‘ideale’. Per ora, alcuni esempi buoni (non è un elenco esaustivo NE’ una prescrizione!) sono Femelle, Puraflor, Prolife Forte e Naturaflora.

Le boccette tipo yogurt da bere con probiotici hanno un’efficacia controversa e a noi non paiono particolarmente indicati.

3. Alimentazione

E’ certo che per liberarsi della candida sia sul breve che sul lungo periodo sia necessario agire sulla dieta.

Vediamo quali sono gli alimenti da evitare:

  • dolci e bevande contenenti zucchero (anche se bio e/o integrali)
  • nemmeno i dolcificanti sintetici fanno poi bene! si tollera poco miele; benissimo la stevia.
  • lievito (pane, brioches, birra ecc) (ok i lieviti chimici)
  • latticini – con l’eccezione dello yogurt bianco biologico
  • glutine (anche quando bio e/o integrale; per i vegetariani attenzione al seitan che è glutine quasi puro)
  • legumi
  • funghi
  • conservanti, cibi in scatola, patatine… (tutto il cibo ‘industriale’ – è fondamentale: non solo per i conservanti ma anche per i metalli pesanti e le muffe che vi si nascondono)
  • frutta subito dopo i pasti (fermenta nell’intestino)
  • alcolici

…Cosa rimane? I cibi permessi non sono pochi e vi daranno soddisfazioni:

  • Abbondanza di verdure fresche, cotte e crude
  • Le meraviglie della frutta, lontano dai pasti – non più di 3 frutti al dì
  • Frutta a guscio e secca (limitare quella secca)
  • Proteine di vario tipo (i molteplici derivati della soia, uova, pesce e carni bianche; yogurt bianco)
  • Erbe e spezie che non siano il peperoncino (la tolleranza è individuale); abbondare con aglio, timo e origano: tendono a ‘disinfettare’ l’intestino
  • Farinacei integrali alternativi al frumento, anche in forma di gallette, crackers, fiocchi per la colazione,’risotti’, minestre e varie preparazioni che non vi faranno mancare il frumento. Questi amidacei sono: riso, mais e derivati (polenta, pop-corn), miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto, patate; generalmente sono tollerati anche cereali con pochissimo glutine come segale e avena.
  • Il cocco (al naturale, non zuccherato/cotto) ha proprietà antifungine
  • Leggete le etichette! Abbiamo incontrato diverse persone che si portavano a casa i cracker ‘al riso’ o i biscotti ‘al grano saraceno’ senza aver letto che il primo ingrediente era la farina di grano!

Probabilmente, se avete una candida ricorrente siete discretamente stressate e amate dolci e amidi. Vi si rizzeranno i capelli ai consigli di cui sopra. Il segreto per resistere senza dolci, latticini e glutine, nè crisi di nervi per le rinunce, è mangiare a sufficienza degli alimenti permessi, tenendo alta la quota proteica, le vitamine e i minerali. In questo modo placherete la fame e rimarrete toniche e vitali. Resistete alla voglia di dolci: è il fungo che li chiede. Veramente. Fate come Ulisse con le sirene e non ascoltatelo.

Una dieta anticandida è una dieta davvero sana in generale. Mentre però un regime dietetico ‘ordinario’ o preventivo tollera, di tanto in tanto, eccezioni, abbiamo osservato che nelle fasi acute e di convalescenza è necessario mantenersi molto ligi, pena una parziale ricaduta o una difficoltà nel mantenere i risultati.

I legumi sono ben tollerati nelle fasi ‘sane’, basta non abusarne e non farli seguire da dolci.

 

smiling-woman-helth-410x2904. Prevenzione e mantenimento

Sicuramente la principale prevenzione della candida sta nella cura della salute intestinale. Seguite le indicazioni alimentari di cui sopra (concedendovi pure alcune eccezioni, ma che restino eccezioni!) e, un paio di volte l’anno, usate dei buoni probiotici.

Se il vostro sistema energetico è incline alla candida, periodici trattamenti bioenergetici, come con il Pranic Energy Healing o con lo Shiatsu possono rivelarsi validi alleati.

Localmente, una volta passata la fase acuta, potete andare a rinforzare la flora vaginale con apposite capsule (aperte) o ovuli disponibili in farmacia.

Una notizia valida e interessante è l’uso dell’olio di cocco come lubrificante, date le sue dimostrate capacità antifungine. Da acquistarsi solo se non raffinato (vergine), altrimenti i processi industriali ne alterano le proprietà specifiche.

L’uso dell’estratto di semi di pompelmo per via orale è un valido aiuto per debellare la candida a livello intestinale.

Importante è anche rinforzare il sistema immunitario. Pranic Energy Healing e meditazione lo stimolano, ma possiamo anche aiutarci con la natura. Due erbe su tutte, l’Echinacea e l’Astragalo. Non consigliamo il famoso Lapacho o Pau d’Arco perchè le dosi terapeutiche efficaci sarebbero anche tossiche, come dimostrano alcune recenti ricerche.

Dulcis in fundo, possiamo guardare all’aspetto psicosomatico. Non abbiamo trovato concordanza tra gli Autori – e nemmeno tra i casi osservati – su specifiche origini emotive della candida. Peraltro, in molte persone la candida può avere un’origine strettamente biologica (alimentare). Riguardo alle basi profonde di questa malattia, è utile indagare qualsiasi tipo di trauma profondo. In particolare, situazioni legate all’autostima della persona in quanto donna o a sensi di colpa e inadeguatezza.

Liberarsi dal raffreddore

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raffreddoreRaffreddore?

I nostri consigli per prevenirlo o per alleviare e far sparire rapidamente le riniti già in atto:

– tisane di zenzero (far bollire per 2 minuti 1 cucchiaino colmo di radice fresca grattugiata o 1 cucchiaino raso di zenzero in polvere, magari con una scorzetta di limone per  potenziare l’effetto e l’aroma)
– 2 grammi (2000mg) di vitamina C al giorno (salvo patologie in atto che la possano rendere controindicata, come grossi problemi di stomaco o reni)
– molta frutta e verdura, di stagione e cruda
– astenersi da latticini, zucchero e cibi/bevande zuccherate; minimizzare i cibi amidacei (pasta, pane, biscotti…) e la carne
– frutta lontano dai pasti (non mescolare dolce e salato, dice la Medicina Tradizionale Cinese!)
– provate a prendere l’Oscillococcinum, ritrovato omeopatico che per molte persone è un potente alleato contro il raffreddore (non funziona per tutti però)

…ma allora il latte e miele della nonna? latte e miele ammorbidiscono la gola e danno un momentaneo senso di sollievo, ma appena arrivano all’intestino non faranno altro che peggiorare la situazione…

Con queste indicazioni darete sicuramente scacco al raffreddore e diminuirete i sintomi da subito!

Studio clinico sul Pranic Healing – colture cellulari

Nov02

 

Uno studio scientifico controllato ed estensivo, dalle molteplici, profonde e sorprendenti implicazioni.

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Alla Convention Mondiale del Pranic Healing del 2006, il dott. Jones ha presentato gli stupefacenti risultati di un estensivo studio scientifico sul Pranic Healing condotto utilizzando tecniche standardizzate di laboratorio. Il dott. Joie P. Jones è Professore di Scienze Radiologiche alla Università della California, sede di Irvine, USA

Presentiamo una sintesi della prima parte dell’articolo del prof. Jones, comparso anche su una prestigiosa rivista internazionale di medicina alternativa e complementare.

L’obiettivo di questo studio, condotto nel corso degli ultimi 10 anni, era di valutare in modo critico il Pranic Healing in un setting di laboratorio, utilizzando metodi scientifici rigorosi. In questo studio, sono stati investigati possibili effetti di mediazione del Pranic Healing su colture di cellule umane irradiate con raggi gamma. Sono state scelte cellule del ceppo umano HeLa poichè i tassi di sopravvivenza a determinate dosi di radiazioni sono ben noti per questo ceppo e questo modello di ricerca di laboratorio è ben stabilito e standardizzato per gli studi sugli effetti delle radiazioni nelle cellule. Lo scopo degli interventi dei Pranic Healers era di alterare gli effetti della radiazione e aumentare i tassi di sopravvivenza delle cellule HeLa.

Sono stati condotti 520 singoli esperimenti coinvolgendo 10 Pranic Healers. Ciascun esperimento utilizzava 10 piatti di Petri (colture cellulari) identici con colture di HeLa. I piatti erano divisi a coppie in 5 condizioni: nessun trattamento, solo radiazioni, Pranic Healing dopo le radiazioni, Pranic Healing prima delle radiazioni, Pranic Healing prima e dopo le radiazioni. I livelli e tempi di irraggiamento erano scelti secondo gli standard per produrre un tasso di sopravvivenza del 50% a 24 ore dalla radiazione.

Questi sono i tassi di sopravvivenza dopo 24 ore:

Condizione                                    Tasso di Sopravvivenza

A (controllo)                                ~ 100% (range: 99.5% – 100%)

B (solo radiazione)                      ~ 50% (range: 49.4% – 50.7%)

C (PH dopo radiazione)              ~ 70% (range: 67.4% – 71.8%)

D (PH prima d. radiazione)         ~ 80% (range: 78.1% – 82.9%)

E (PH prima e dopo radiazione) ~ 90% (range: 87.8% – 93.4%)

Questi risultati indicano che il trattamento delle cellule col Pranic Healing produce un grosso cambiamento nel tasso di sopravvivenza cellulare. È però da notare che i risultati si riferiscono ai 458 singoli esperimenti in cui il Pranic Healer ha prodotto risultati positivi. In 62 esperimenti singoli, circa il 12% del totale, il terapeuta non ha prodotto alcun effetto. Sembra quindi che il Pranic Heaing produca o un effetto notevole o nessun effetto. Le ragioni dei fallimenti sono state sottoposte ad ulteriori indagini.

In quattro esperimenti ulteriori, il Pranic Healing è stato applicato da gruppi di 24, 32, 42 e 38 terapeuti. Trattare le cellule in gruppo sia prima che dopo l’irraggiamento ha prodotto tassi di sopravvivenza del 95-97%, indicando che l’effetto del Pranic Healing è incrementato dal trattamento di gruppo.

I fattori ed i risultati

– La distanza tra  il terapeuta e le cellule non aveva importanza. Inizialmente, ciascun terapeuta lavorò sulle cellule al mio laboratorio universitario. Successivi esperimenti sono stati condotti con il terapeuta ad una certa distanza dalle cellule (in alcuni casi anche diecimila chilometri). Questa separazione non produceva alcun effetto sui risultati.

– La schermatura delle cellule da campi elettromagnetici e raggi gamma durante i trattamenti di PH non aveva effetti sui risultati. In un caso estremo, sia il terapeuta che la coltura sono stati schermati e separati da una distanza di circa diecimila chilometri. I risultati non erano distinguibili da quelli in cui colture e terapeuti erano nella stessa stanza senza schermature.

– L’esperienza del terapeuta è stata trovata avere una moderata importanza. Comunque, anche un principiante era in grado di produrre risultati positivi.

– Anche se i 10 Pranic Healers hanno prodotto un risultato positivo (nei ranges di cui sopra) in circa l’88% degli esperimenti, non è stato prodotto alcun risultato nel 12% degli esperimenti, anche se i terapeuti erano convinti del contrario. Negli esperimenti non riusciti, non sono stati osservati risultati parziali/intermedi. Sembra quindi che l’effetto terapeutico sia del tipo on/off, senza vie di mezzo.

– Infine, poichè diversi degli operatori avevano trovato che l’ambiente del laboratorio era “energeticamente sporco”, è stato intrapreso un programma estensivo prima e durante gli esperimenti per pulire etericamente il laboratorio. Questo processo di pulizia ed energizzazione dell’ambiente richiese quattro mesi prima che i terapeuti valutassero il laboratorio sufficientemente pulito per iniziare le sperimentazioni. Alla fine del programma sperimentale non sono state fatte ulteriori pulizie eteriche dell’ambiente ed in circa altri 4 mesi il laboratorio è tornato come prima. A questo punto, è stato condotto un set di altri 50 singoli esperimenti. Per questi studi è stato osserveto un tasso di fallimento del 90%, cioè solo 5 esperimenti su 50 hanno avuto sucesso. Un ulteriore set di 50 esperimenti è stato condotto in un altro laboratorio che è stato giudicato dai terapeuti come “estremamente sporco” dal punto di vista energetico. Per questi studi è stato registrato un tasso di fallimento del 100%. Nel loro insieme questi esperimenti indicano che la preparazione dell’ambiente in cui gli studi sono condotti è essenziale per il successo degli stessi. Questi risultati hanno chiaramente importanti implicazioni per lo studio e la pratica della medicina energetica.

Pranic Healing e intervento karmico

Come descritto nella prima sezione dell’articolo, persino in un ambiente pulito e ben controllato il Pranic Healing ha mancato di alterare gli effetti delle radiazioni sulle colture cellulari in circa il 12% dei singoli esperimenti. Tali fallimenti sono occorsi anche in quei casi in cui il terapeuta era convinto di essere stato efficace.

In una serie di esperimenti successivi è stato investigato il possibile ruolo del karma nell’influenzare il successo o fallimento in questi studi. Tutti i precedenti esperimenti hanno coinvolto due persone in maniera diretta: un Pranic Healer (o un gruppo di Pranic Healers) ed una persona che gestiva la coltura cellulare. Questa nuova serie di esperimenti ha visto 3 persone direttamente coinvolte per ciascun esperimento: un Pranic Healer, una persona che gestiva la coltura cellulare, ed una terza persona che osservava il processo. Questa terza persona faceva una telefonata ad un’associazione caritatevole di sua scelta, durante il trattamento alle cellule. Durante la telefonata questa terza persona effettuava una donazione usando la propria carta di credito, ponendo l’intenzione che il buon karma che gli sarebbe derivato dalla donazione fosse diretto a favore delle cellule in coltura e della loro guarigione dagli effetti delle radiazioni. Le donazioni andavano da venti a cento dollari. Le associazioni benefiche includevano la Croce Rossa locale, un vicino dormitorio per senzatetto, la United Way, la Lega Americana Anticancro ed il Fondo per l’uragano Katrina.

Al momento della pubblicazione dell’articolo erano stati condotti 100 di questi esperimenti. Anche se il tasso di sopravvivenza delle cellule non è ulteriormente migliorato rispetto a quello degli esperimenti originali, il tasso complessivo di fallimento è caduto dal 12% al 4% in maniera significativa – cioè in solo 4 esperimenti su 100 il trattamento non ha avuto effetto. Non sono state trovate correlazioni significative tra il tasso di successo e la cifra donata o la specifica associazione caritatevole scelta.

Questi risultati rappresentano, per le nostre conoscenze attuali, la prima osservazione sperimentale e misurazione di un intervento karmico.

Lo studio del dr. Jones porta un’evidenza scientifica dell’importanza della beneficenza e del fattore karmico in generale nella guarigione. Possiamo avanzare l’ipotesi, inoltre, che quando si tratta di esseri umani con un passato alle spalle la questione karmica si ponga diversamente che con anonime e neutrali colture cellulari. Nel caso del trattamento di persone, il fattore del diritto karmico ha una buona possibilità di avere un peso decisamente maggiore per la guarigione – per quanto una dimostrazione scientifica di questo fatto si prospetta decisamente più difficile, per una serie di fattori che chi conosce la metodologia scientifica certamente immagina.

Note finali

Lo studio del dr. Jones, i cui dettagli sono stati pubblicati in letteratura scientifica, mostra chiaramente che il Pranic Healing può invertire gli effetti delle radiazioni su colture cellulari.

Questi risultati sono decisamente notevoli e sono difficili se non impossibili da spiegare nella cornice del paradigma scientifico standard. Una visione del mondo in termini di fisica newtoniana, che costituisce la base della biologia contemporanea e della medicina occidentale, è incapace di spiegare queste osservazioni sperimentali. Questi dati sono però notevolmente coerenti con una visione del mondo in termini di meccanica quantistica.

Pranic Healing, Agopuntura e risonanza magnetica funzionale

Nov02

l dott. Joie P. Jones è Professore di Scienze Radiologiche alla Università della California, sede di Irvine, USA.

I primi studi di laboratorio del dr Jones (vedi Proceedings of the National Academy of Sciences, Vol. 95, pp 2670-2673, marzo 1998) hanno investigato l’agopuntura con l’uso della risonanza magnetica funzionale (fMRI). Nello specifico, con l’uso dell’fMRI, è stato trovato che la stimolazione di punti di agopuntura nel piede specificamente connessi alla visione, aumenta il flusso sanguigno corticale in regioni circoscritte della corteccia visiva, paragonabile per dimensioni e collocazione a ciò che si ottiene stimolando la corteccia visiva con lampi di luce. Quando l’ago da agopuntura era diretto a un punto del piede vicino ma non di agopuntura, questi effetti non erano osservati.

Questo primo e noto studio del dr. Jones ha portato evidenza scientifica dell’effetto dell’agopuntura – e indirettamente anche dello shiatsu, che utilizza gli stessi punti di stimolazione dell’agopuntura.

Due degli operatori coinvolti nello studio sul trattamento delle cellule col Pranic Healing (vedi articolo seguente) avevano anche esperienza nell’uso dell’agopuntura ed avevano partecipato allo studio su agopuntura e fMRI. A ciascuno di questi operatori è stata data istruzione di focalizzare l’energia sottile usata durante il Pranic Healing sul punto di agopuntura BL-67 – noto per essere connesso alla visione – in un soggetto umano sottoposto a risonanza magnetica funzionale della corteccia visiva cerebrale.

La focalizzazione dell’energia sottile (prana) sul punto di agopuntura ha prodotto una stimolazione della corteccia visiva identica a quella prodotta dalla stimolazione con l’ago sul punto di agopuntura nel precedente esperimento. Inizialmente, i Pranic Healers erano immediatamente adiacenti con la loro mano – da cui era detto emanare l’energia – al soggetto che stava subendo la fMRI, solo a una decina di centimetri dal punto BL-67. Ulteriori esperimenti, in cui i terapeuti si trovavano ad una certa distanza dal soggetto, hanno però prodotto risultati identici con l’fMRI, confermando la possibilità di trattamento a distanza.

Questi studi preliminari suggeriscono che i metodi medici di diagnostica per immagini possono avere un ruolo importante nell’investigazione di una varietà di tecniche terapeutiche bioenergetiche.

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