Uno studio scientifico controllato ed estensivo, dalle molteplici, profonde e sorprendenti implicazioni.

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Alla Convention Mondiale del Pranic Healing del 2006, il dott. Jones ha presentato gli stupefacenti risultati di un estensivo studio scientifico sul Pranic Healing condotto utilizzando tecniche standardizzate di laboratorio. Il dott. Joie P. Jones è Professore di Scienze Radiologiche alla Università della California, sede di Irvine, USA

Presentiamo una sintesi della prima parte dell’articolo del prof. Jones, comparso anche su una prestigiosa rivista internazionale di medicina alternativa e complementare.

L’obiettivo di questo studio, condotto nel corso degli ultimi 10 anni, era di valutare in modo critico il Pranic Healing in un setting di laboratorio, utilizzando metodi scientifici rigorosi. In questo studio, sono stati investigati possibili effetti di mediazione del Pranic Healing su colture di cellule umane irradiate con raggi gamma. Sono state scelte cellule del ceppo umano HeLa poichè i tassi di sopravvivenza a determinate dosi di radiazioni sono ben noti per questo ceppo e questo modello di ricerca di laboratorio è ben stabilito e standardizzato per gli studi sugli effetti delle radiazioni nelle cellule. Lo scopo degli interventi dei Pranic Healers era di alterare gli effetti della radiazione e aumentare i tassi di sopravvivenza delle cellule HeLa.

Sono stati condotti 520 singoli esperimenti coinvolgendo 10 Pranic Healers. Ciascun esperimento utilizzava 10 piatti di Petri (colture cellulari) identici con colture di HeLa. I piatti erano divisi a coppie in 5 condizioni: nessun trattamento, solo radiazioni, Pranic Healing dopo le radiazioni, Pranic Healing prima delle radiazioni, Pranic Healing prima e dopo le radiazioni. I livelli e tempi di irraggiamento erano scelti secondo gli standard per produrre un tasso di sopravvivenza del 50% a 24 ore dalla radiazione.

Questi sono i tassi di sopravvivenza dopo 24 ore:

Condizione                                    Tasso di Sopravvivenza

A (controllo)                                ~ 100% (range: 99.5% – 100%)

B (solo radiazione)                      ~ 50% (range: 49.4% – 50.7%)

C (PH dopo radiazione)              ~ 70% (range: 67.4% – 71.8%)

D (PH prima d. radiazione)         ~ 80% (range: 78.1% – 82.9%)

E (PH prima e dopo radiazione) ~ 90% (range: 87.8% – 93.4%)

Questi risultati indicano che il trattamento delle cellule col Pranic Healing produce un grosso cambiamento nel tasso di sopravvivenza cellulare. È però da notare che i risultati si riferiscono ai 458 singoli esperimenti in cui il Pranic Healer ha prodotto risultati positivi. In 62 esperimenti singoli, circa il 12% del totale, il terapeuta non ha prodotto alcun effetto. Sembra quindi che il Pranic Heaing produca o un effetto notevole o nessun effetto. Le ragioni dei fallimenti sono state sottoposte ad ulteriori indagini.

In quattro esperimenti ulteriori, il Pranic Healing è stato applicato da gruppi di 24, 32, 42 e 38 terapeuti. Trattare le cellule in gruppo sia prima che dopo l’irraggiamento ha prodotto tassi di sopravvivenza del 95-97%, indicando che l’effetto del Pranic Healing è incrementato dal trattamento di gruppo.

I fattori ed i risultati

– La distanza tra  il terapeuta e le cellule non aveva importanza. Inizialmente, ciascun terapeuta lavorò sulle cellule al mio laboratorio universitario. Successivi esperimenti sono stati condotti con il terapeuta ad una certa distanza dalle cellule (in alcuni casi anche diecimila chilometri). Questa separazione non produceva alcun effetto sui risultati.

– La schermatura delle cellule da campi elettromagnetici e raggi gamma durante i trattamenti di PH non aveva effetti sui risultati. In un caso estremo, sia il terapeuta che la coltura sono stati schermati e separati da una distanza di circa diecimila chilometri. I risultati non erano distinguibili da quelli in cui colture e terapeuti erano nella stessa stanza senza schermature.

– L’esperienza del terapeuta è stata trovata avere una moderata importanza. Comunque, anche un principiante era in grado di produrre risultati positivi.

– Anche se i 10 Pranic Healers hanno prodotto un risultato positivo (nei ranges di cui sopra) in circa l’88% degli esperimenti, non è stato prodotto alcun risultato nel 12% degli esperimenti, anche se i terapeuti erano convinti del contrario. Negli esperimenti non riusciti, non sono stati osservati risultati parziali/intermedi. Sembra quindi che l’effetto terapeutico sia del tipo on/off, senza vie di mezzo.

– Infine, poichè diversi degli operatori avevano trovato che l’ambiente del laboratorio era “energeticamente sporco”, è stato intrapreso un programma estensivo prima e durante gli esperimenti per pulire etericamente il laboratorio. Questo processo di pulizia ed energizzazione dell’ambiente richiese quattro mesi prima che i terapeuti valutassero il laboratorio sufficientemente pulito per iniziare le sperimentazioni. Alla fine del programma sperimentale non sono state fatte ulteriori pulizie eteriche dell’ambiente ed in circa altri 4 mesi il laboratorio è tornato come prima. A questo punto, è stato condotto un set di altri 50 singoli esperimenti. Per questi studi è stato osserveto un tasso di fallimento del 90%, cioè solo 5 esperimenti su 50 hanno avuto sucesso. Un ulteriore set di 50 esperimenti è stato condotto in un altro laboratorio che è stato giudicato dai terapeuti come “estremamente sporco” dal punto di vista energetico. Per questi studi è stato registrato un tasso di fallimento del 100%. Nel loro insieme questi esperimenti indicano che la preparazione dell’ambiente in cui gli studi sono condotti è essenziale per il successo degli stessi. Questi risultati hanno chiaramente importanti implicazioni per lo studio e la pratica della medicina energetica.

Pranic Healing e intervento karmico

Come descritto nella prima sezione dell’articolo, persino in un ambiente pulito e ben controllato il Pranic Healing ha mancato di alterare gli effetti delle radiazioni sulle colture cellulari in circa il 12% dei singoli esperimenti. Tali fallimenti sono occorsi anche in quei casi in cui il terapeuta era convinto di essere stato efficace.

In una serie di esperimenti successivi è stato investigato il possibile ruolo del karma nell’influenzare il successo o fallimento in questi studi. Tutti i precedenti esperimenti hanno coinvolto due persone in maniera diretta: un Pranic Healer (o un gruppo di Pranic Healers) ed una persona che gestiva la coltura cellulare. Questa nuova serie di esperimenti ha visto 3 persone direttamente coinvolte per ciascun esperimento: un Pranic Healer, una persona che gestiva la coltura cellulare, ed una terza persona che osservava il processo. Questa terza persona faceva una telefonata ad un’associazione caritatevole di sua scelta, durante il trattamento alle cellule. Durante la telefonata questa terza persona effettuava una donazione usando la propria carta di credito, ponendo l’intenzione che il buon karma che gli sarebbe derivato dalla donazione fosse diretto a favore delle cellule in coltura e della loro guarigione dagli effetti delle radiazioni. Le donazioni andavano da venti a cento dollari. Le associazioni benefiche includevano la Croce Rossa locale, un vicino dormitorio per senzatetto, la United Way, la Lega Americana Anticancro ed il Fondo per l’uragano Katrina.

Al momento della pubblicazione dell’articolo erano stati condotti 100 di questi esperimenti. Anche se il tasso di sopravvivenza delle cellule non è ulteriormente migliorato rispetto a quello degli esperimenti originali, il tasso complessivo di fallimento è caduto dal 12% al 4% in maniera significativa – cioè in solo 4 esperimenti su 100 il trattamento non ha avuto effetto. Non sono state trovate correlazioni significative tra il tasso di successo e la cifra donata o la specifica associazione caritatevole scelta.

Questi risultati rappresentano, per le nostre conoscenze attuali, la prima osservazione sperimentale e misurazione di un intervento karmico.

Lo studio del dr. Jones porta un’evidenza scientifica dell’importanza della beneficenza e del fattore karmico in generale nella guarigione. Possiamo avanzare l’ipotesi, inoltre, che quando si tratta di esseri umani con un passato alle spalle la questione karmica si ponga diversamente che con anonime e neutrali colture cellulari. Nel caso del trattamento di persone, il fattore del diritto karmico ha una buona possibilità di avere un peso decisamente maggiore per la guarigione – per quanto una dimostrazione scientifica di questo fatto si prospetta decisamente più difficile, per una serie di fattori che chi conosce la metodologia scientifica certamente immagina.

Note finali

Lo studio del dr. Jones, i cui dettagli sono stati pubblicati in letteratura scientifica, mostra chiaramente che il Pranic Healing può invertire gli effetti delle radiazioni su colture cellulari.

Questi risultati sono decisamente notevoli e sono difficili se non impossibili da spiegare nella cornice del paradigma scientifico standard. Una visione del mondo in termini di fisica newtoniana, che costituisce la base della biologia contemporanea e della medicina occidentale, è incapace di spiegare queste osservazioni sperimentali. Questi dati sono però notevolmente coerenti con una visione del mondo in termini di meccanica quantistica.